VIOLENZA ECONOMICA
Quello della violenza economica è un fenomeno estremamente diffuso e rappresenta un’ulteriore strategia, messa in atto dal maltrattante, per esercitare pieno controllo sulla donna, privandola di qualunque mezzo materiale che la possa rendere indipendente.
Esclusa dall’amministrazione del patrimonio, la donna viene privata delle sue libertà principali e questo accresce il senso di dipendenza e asservimento nei confronti del maltrattante.
In questa categoria rientrano comportamenti quali:
-
privazione o controllo del salario
-
impedimento ricerca o mantenimento del lavoro
-
impegni economici/legali imposti o con inganno
-
abbandono economico
-
non pagamento dell'assegno di mantenimento
La maggior parte delle richieste che giungono ai Centri riguardano tale violenza poiché le donne, prive di qualunque mezzo materiale, cercano innanzitutto di tutelarsi economicamente, facendo valere i loro diritti di donne e di madri. Una solida base economica è il primo passo per il raggiungimento dell’indipendenza: roccaforte per combattere e reagire ad eventuali violenze di differente natura.
VIOLENZA SESSUALE
Si parla di violenza sessuale per indicare ogni imposizione di pratiche sessuali non desiderate. È’ opinione diffusa che questo tipo di violenza avvenga al di fuori delle mura domestiche, in realtà i risultati di un indagine Istat (crf Sabbadini in Rapporto Istat, 1998, Indagine sulla sicurezza dei cittadini) mostrano come il profilo delle molestie fisiche sia diametralmente opposto a quello delle violenze sessuali
(tab. 1)
|
|
Molestie
Fisiche |
Tentate violenze sessuali |
Violenze sessuali |
|
Autore della violenza
Amico
Estraneo
Conoscente di vista
Partner, ex partner
Familiare
Persona conosciuta bene
Collega o datore di lavoro
Altro
Non risponde |
6,6
66,8
12,2
0,3
3,1
-
6,9
3,4
0,7 |
25,1
22,6
18,5
6,9
5,98
4,6
8,5
6,7
2,7 |
21,4
18,1
19,5
4,3
21,2
4,6
4,1
5,2
3,2 |
Tabella 1- Donne da 14 a 59 anni che hanno subito molestie fisiche, tentate violenze e violenze sessuali per autore del fatto (per 100 donne che hanno subito molestie fisiche o violenze o tentate violenze sessuali)
Da: Istat, Indagine sulla sicurezza dei cittadini 1997-1998
Nel primo caso gli autori sono prevalentemente estranei (66% dei casi) seguiti da conoscenti (12%), colleghi o datori di lavoro (6,9%) ed amici (6,6%). Per le violenze sessuali, si evidenzia una situazione differente: “solo” il 22% dei tentati stupri e il 18% degli stupri è stato opera di estranei. La violenza sessuale viene dunque agita, nella maggior parte dei casi, da persone conosciute.
Questi dati confermano la relazione esistente tra la propensione alla denuncia e il legame con l’offensore: considerando 714mila donne che hanno subito una tentata violenza o un’aggressione sessuale, emerge che il 15,5% delle denuncie si riferisce a violenze agite da estranei, contro il 4% compiute da persone conosciute.
Chi lavora nei Centri è consapevole del fatto che questo tipo di maltrattamento è difficilmente identificabile a causa della reticenza di alcune donne che, vittime di pregiudizi e stereotipi, faticano o temono di ammettere l’abuso subito: spesso sono accenni trasversali che segnalano la necessità di indagini più approfondite.
Rientrano in questa categoria comportamenti quali:
-
molestie sessuali (anche telefoniche)
-
rapporto sessuale subito
-
richiesta di atti sessuali umilianti
-
aggressione sessuale senza stupro
-
stupro
-
prostituzione forzata
Il comportamento persecutorio (STALKING)
Spesso, quando la donna rifiuta particolari attenzioni o si allontana dalla relazione violenta, il maltrattante mette in atto un ulteriore comportamento abusante: la persecuzione.
Il persecutore cerca in questo modo di prolungare sulla donna le sue strategie di potere e di controllo, adottando atteggiamenti che possono essere devastanti e minare il senso di autonomia e indipendenza della vittima.
La violenza non termina quando il rapporto tra i due partner si interrompe e l’esperienza dei Centri ha portato ad evidenziare come sempre più spesso le donne vengano minacciate, pedinate, ricattate “a posteriori”: dunque nel momento in cui il maltrattante sente di aver perso qualunque forma di potere nei confronti della sua vittima.
Lo Stalking è una particolare tipologia di violenza che racchiude in sé molti dei punti indicati precedentemente per altri tipi di “abusi” :
Si è deciso di connotare in maniera più specifica questi tipi di “reati”, poiché la “sindrome del molestatore assillante” è un fenomeno in continua crescita, che necessita di essere analizzato nelle sue peculiarità e specificità e non più inserito in categorie standard.
A questo proposito l’A.I.E.D. di Genova sta conducendo una campagna di prevenzione dello stalking con la distribuzione sul territorio di un questionario utile a rilevare la portata del fenomeno e ad offrire una base e delle linee giuda per affrontare, combattere e prevenire il problema con gli strumenti necessari