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Dati

METODOLOGIA DI RACCOLTA DATI

Lavorare nel Centro significa non ragionare per attribuzioni di causa-effetto poiché non esiste in assoluto un’ipotesi migliore delle altre: è necessario riflettere sul lavoro delle operatrici in relazione alla loro esperienza, alle loro competenze, alle loro previsioni, generando chiavi di lettura diverse di fronte agli stessi dati. Il lavoro dell’operatrice non è mai totalmente obbiettivo e razionale, ma colmo di emozioni e di risvolti morali che è bene indagare attraverso un’attenta osservazione di ciò “che esse fanno” anziché affidarsi unicamente a ciò “che esse dicono di fare”. Infine è necessario ribadire che in questo tipo di attività ci si trova di fronte ad ipotesi diverse che, al medesimo tempo, sono tutte verosimili: è dunque necessario aprirsi a varie interpretazioni della situazione che porteranno ad una visione, non univoca, ma per lo meno completa, del problema da affrontare. 

Il dato ha dimostrato di avere in sé molte potenzialità che possono essere utili al lavoro delle operatrici: come incontro con la realtà al di là delle fantasie di onnipotenza, come “ritorno”, feedback di un processo che ha visto due mondi incontrarsi: l’operatrice dell’accoglienza e la donna con la sua storia. La raccolta dati è stata importante anche a livello sociale, per dare visibilità e comprensione al fenomeno del maltrattamento e del disagio femminile, sia a livello locale che nazionale, permettendo di verificare e far conoscere la trasversalità del fenomeno e quindi l’assenza di uno status sociale della donna maltrattata. Attraverso questo lavoro è stato possibile verificare la funzionalità e l’efficacia della rete dei servizi locali attivati dalla donna e offrire un ottimo serbatoio di  informazioni e documenti che costituiscono, in tal modo, una “memoria” da conservare e da trasmettere.

La rilevazione dei dati, come elemento di verifica ed eventualmente di riprogettazione delle attività, ha fatto emerge l’esigenza di impostare questo tipo di lavoro in modo continuativo e sistematico senza più delegarlo ad alcuni momenti particolari. Si è compreso, dunque, il significato, il senso e la finalità ultima della raccolta dati: utile a questo lavoro ma soprattutto utile ad un Centro che ha l’esigenza di indagare la  funzionalità e l’ efficienza nell’erogazione dei servizi.             

Il dato acquisisce un significato ulteriore rispetto a quello di essere un puro elemento epistemologico, ci si è rese conto che ciò che sta dietro al dato crea delle risonanze nell’immaginario sia dell’operatrice, che delle donne accolte.

 

QUANTE DONNE

Dal 1997 al 2005 si sono rivolte al Centro Antiviolenza dell'U.D.I. 2666 donne.

I colloqui complessivi a vantaggio delle donne accolte hanno raggiunto il numero di 8246. La forza del servizio è quella di accompagnare, in maniera continuativa, le donne nel loro percorso di uscita dal disagio.

 

CHI SONO

La violenza alle donne è un problema prevalente all'interno delle mura domestiche ed è trasversale rispetto all'età, al livello culturale e allo stato occupazionale.

 

COSA E' CAMBIATO

Il numero delle donne straniere accolte è aumentato negli anni in termini sia assoluti che relativi.

 

COME SONO VENUTE A CONOSCENZA DELL’ ASSOCIAZIONE

Il 70% delle donne si rivolge al Centro in maniera autonoma a dimostrazione dell'impegno associativo di accrescere la visibilità e la conoscenza di questo a livello territoriale. Il restante viene inviato dai servizi istituzionali a conforto del lavoro fatto in termini di costruzione di una rete del territorio

La violenza non è una problematica attribuibile alla devianza ma un fenomeno sociale (della normalità) e come tale va affrontato.

 

QUALI TIPOLOGIE DI VIOLENZA?

La violenza è un problema difficilmente riconoscibile anche per chi lo vive in prima persona (figli); le donne che inizialmente non dichiarano di subire violenza trovano, nel corso dei colloqui, la possibilità di esplicitare e riconoscere (dando la giusta importanza) la violenza subita.

 

 

2003

2004

2005

Donne che dichiarano di subire violenza

101

151

89

Donne che subiscono effettive violenze

181

238

195

 

 

I dati mostrano che la violenza non è fatta solo da segni fisici ma, nella maggior parte dei casi, somma gli aspetti psicologici a quelli economici e sessuali.

 

Conseguenze delle violenze subite

n° donne

ematomi, bruciature, tagli

56

fratture ossee e com cerebrali

28

danni permanenti/invalidità

12

aborti

14

aids o malattie veneree

1

malattie

3

ricovero e o degenza in ospedale

39

difficoltà a gestire i fligli

62

difficoltà di concentrazione

96

flassback

75

paura

119

ansie e o fobie

114

crisi di panico

67

perdita di autostima

118

disperazione e impotenza

115

disturbi del sonno o alimentazione

116

depressione

100

abuso di sostanze

13

abuso di farmaci

13

uso di farmaci

46

idee di suicidio/autolesionismo

53

isolamento sociale e famigliare

71

assenze dal lavoro

24

perdita del lavoro

24

altro

5

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Problematiche minori

n° casi

%

disturbi del sonno

29

8

disturbi dell'alimentazione

25

7

depressione

22

6

agitazione/irrequietezza

56

15

stati d'ansia

42

12

tremori o balbuzie

22

6

paura

50

14

comportamenti aggressivi

35

10

comportamenti sess non adeguati all'età

3

1

problemi scolastici

34

10

tendenza all'isolamento

18

5

uso di sostanze

3

1

idee di suicidio

4

1

matrimoni o gravidanze precoci

2

1

enuresi/encopresi

9

3

COSA CHIEDONO, COSA OFFRIAMO

Le attività produttive del Centro richiedono l’attivazione di processi valutativi orientati a soppesare, misurare e giudicare il rapporto tra le richieste ed i bisogni portati dalle utenti e l’adeguatezza dei servizi, l’effettiva corrispondenza degli interventi disponibili messi in campo dalla Struttura.

Dal grafico si evince come vi sia una sostanziale corrispondenza tra domanda e offerta, e in alcuni casi più invii ad i Servizi di quanto in realtà siano stati chiesti. Questo a riprova del fatto che le operatrici individuano bisogni di cui la donna necessita e di cui non è pienamente consapevole.

 

Udi Genova Centro di Accoglienza per non subire violenza
Via Cairoli, 14/7 - Tel 010/2461716 - Fax 010/2461715 - Mail: udige@libero.it - antiviolenzaudi@libero.it - P.IVA 95060250107
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